Un paio di Riflessioni sulla Boldrini. No agli insulti, Sì alle critiche.

Laura Boldrini ha dichiarato che denuncerà chi la insulta su facebook: la capisco, da anni è oggetto di commenti sessisti, lanciati da imbecilli che con il turpiloquio credono di affermare una superiorità che chiaramente non hanno e di mascherare la loro ignoranza e incapacità di argomentare. Purtroppo il maschilismo è ancora dominante nella società italiana; ogni volta che torno dagli Stati Uniti mi colpisce, per strada e alla televisione, e le reazioni sono ancora troppo deboli. Non è questione di correttezza politica; è questione di educazione, di rispetto, di capacità di isolare gli stronzi e i fascisti. Ciò nonostante penso che Boldrini, vista la sua posizione istituzionale, abbia torto a ricorrere alla magistratura e guardo con preoccupazione maggiore alla diffusione del conformismo e perbenismo di sinistra che a quella della volgarità (che è spesso il modo, come rivela l’etimologia, in cui si esprime il popolo). In altre parole, non mi sarei mai aspettato di trovare tanti compagni ed ex compagni favorevoli al concetto di lesa maestà.


Spero di non essere frainteso: sono contrario agli insulti ma considero politicamente più pericolosa qualsiasi limitazione alla libertà di critica contro le celebrity, i ricchi e i potenti, in altre parole contro chi è nettamente più forte di noi. Stessa cosa per la privacy: chi sceglie la notorietà non ha diritto ad alcun rispetto. Le Lady Diana che non vogliono l’attenzione dei paparazzi regalino il 95% dei loro soldi allo Stato e vadano a vivere in un paesino dell’Alto Adige finché tutti non si siano scordati di loro (non ci vuole molto). Chi invece vuole continuare ad acquisire denaro o potere grazie alla sua visibilità, ne accetti le conseguenze, inclusa la rabbia e l’invidia di frustrati e psicolabili.


A essere rigidamente protette dovrebbero essere piuttosto le persone ordinarie, per intenderci quelle che non hanno la scorta, non ricevono vitalizi, non guadagnano milioni, non vanno in televisione e sui giornali ogni settimana, non occupano rilevanti cariche istituzionali. Quelle a cui gli insulti fanno davvero male perché non hanno i mezzi per sottrarvisi; quelle che non possono tornare nell’anonimato perché ci sono già. Sono i cittadini normali che dovrebbero essere protetti dal bullismo e dalle aggressioni verbali degli stronzi. Non i potenti; i potenti si difendono già da soli e notoriamente se ne fregano delle reali condizioni di vita dei loro sudditi (per esempio pontificano sul terrorismo in interviste rilasciate dai loro palazzi blindati). 


Boldrini è stanca di insulti? La capisco; io mi sarei stufato da un pezzo. Ma vista la carica che occupa e le sue origini politiche di sinistra, non dovrebbe permettere che il suo caso personale contribuisca al rafforzamento degli apparati di repressione del potere. Perché si comincia con il censurare la volgarità e si finisce con il censurare l’opposizione e perché a differenza della vera violenza (che richiede intransigenza), la rabbia e l’ignoranza del popolo si correggono con l’educazione e il buon governo, non con le denunce.

Ma qualche voce scettica direbbe: “Non credo che la Boldrini stia instaurando la censura in Italia, e a questo clima di odio qualcuno dovrà dare una regola o è tutto irreparabile?”
Come popolo abbiamo purtroppo il malcostume di trascendere e da un bel pezzo abbiamo perso i freni inibitori.
Da quando qualcuno ha sdoganato la pacchianeria, l’insulto gratuito, la rissosità, fu quel grande statista festaiolo col vizietto Delle minorenni maggiorate che diede del “coglioni sfigati” a quella metà del paese che non lo votava.
Da allora in poi siamo andati giù in stile a rotta di collo.

Liberismo Economico e Globalizzazione. Una riflessione

Leggendo tra i vari post stamattina emerge il sentimento comune di scivolamento verso una società dominata dal controllo delle multinazionali in tutti i settori: finanziario, bancario, sanitario, beni di largo consumo…
È vero tutto ciò ed è l’effetto del liberismo economico che ha causa ed effetto al tempo stesso nel processo di globalizzazione dell’economia.
Massificazione dei consumi e standardizzazione dei modelli sono realtà da un pezzo.
Non si tratta di un fenomeno recente: sono più di trent’anni che siamo sotto osservazione stretta da parte delle multinazionali e le scienze sociali dalla psicologia alla sociologia con l’aiuto della statistica si sono affannate a trovar loro strumenti di analisi sempre più sofisticati per facilitare il loro compito di addomesticarci ed il marketing ha fornito loro gli strumenti per farlo, dando alle aziende “consigli per essere orientati al mercato ed al consumatore” ma l’obiettivo non era quello di fare filantropia ma massimizzare il profitto, vendere di più, fidelizzare.
E così siamo stati tutti categorizzati, ogni dato è stato rilevato: consumi, stili di vita…chi non ha mai fatto parte di un’indagine di mercato rispondendo ad un questionario? Chi non possiede una carta fedeltà di un supermercato GDO o di una petrolifera e di recente anche delle farmacie? Ed avete mai pensato alla profilazione fatta attraverso la tessera sanitaria?

C’è chi propone di smettere di comprare dalla grande distribuzione, evitare supermercati e iper e rivolgersi ai negozianti di quartiere, meno prodotti lavorati, più materie prime, di aderire a Gruppi di acquisto solidale e prendere coscienza che siamo noi tutti che possiamo staccare la spina a questo sistema con le nostre azioni quotidiane ed informandoci ed informando chi ci è vicino ed invitarlo a fare lo stesso…..(cit. Barbara Sciannamea).

Io lo troverei “normale” e sarei d’accordo in linea di principio, anche se non è sempre praticabile.
Ci vogliono certe sensibilità, tanto tempo per trovare fornitori alternativi e, non ultimo, una disponibilità economica diversa.
La gente è disinformata, pigra e si accontenta della vita ” easy & cheap”.
È uno stile di vita quello proposto che va in direzione opposta al bombardamento mediatico che invece ci spinge all’imitazione di un’immagine stereotipata e performante che ci vuole belli, alla moda tutti in fila per l’ultimo modello di iPhone, tablet, o braccialetto con trollbreads e charms o scarpe sportive disegnate da un rappers a noi sconosciuto e di cui taccio la marca per coerenza, orientandoci verso il consumo compulsivo più facilmente manovrabile: si pensi alla profilazione delle carte fedeltà e a quanto siamo “osservati” attraverso i cookies durante le nostre scorribande in rete e aggiungo anche sui siti di informazione sempre più infarciti di messaggi promozionali incongruenti col titolo dell’articolo che ci interessa ( che ci fa la pubblicità dell’ultimo modello di BMW mentre leggo un articolo di Montanari sulla pericolosità dei vaccini?)

Un tempo le multinazionali operavano con gli strumenti tradizionali, le leve di marketing, con l’ausilio fornito dalle scienze sociali e la statistica che ci classificano rendendoci target.
Oggi, potenti come sono, hanno occupato il potere politico ed operano con una sfacciataggine inaudita attraverso una complicità prona di burattini piegati a 90° per un piatto di lenticchie che per essere sicuri di ottenere il loro compenso arrivano ad imporci con violenza e terrore ciò che le nostre coscienze stanno imparando a riconoscere come inutilità da lucro.

Sfuggire a queste logiche si può, ma il cambiamento dovrebbe essere radicale e soprattutto massivo e nascere dall’acquisizione della consapevolezza che il controllo del mercato lo possono fare le multinazionali tanto quanto i consumatori purché si faccia rete.
Cambiare prospettiva si può…..si deve.

Daniela Scoppa

Il Blog è un Treno

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Il blog è come un treno.
Un treno senza una destinazione finale e che nessuno sa bene da dove sia partito.
Alle stazioni c’è chi sale e chi scende.
In viaggio, tra una fermata e l’altra si parla. Del più e del meno.
E’ un treno dove sali senza biglietto.
Ma dove c’è la prima classe, la seconda classe e la terza classe.
C’è anche un macchinista. Ma come nei treni reali nessuno lo vede, nessuno ci parla.
Ogni tanto un annuncio dall’interfono.
Ogni tanto qualche passeggero si dimentica di quello che è e si mette a controllare i biglietti.
Si dimentica pure che su questo treno nessuno ha il biglietto. Perchè è gratuito.
Ma lui controlla lo stesso.
Solo per sentirsi più importante.
C’è pure chi non scende mai dal treno, pur intuendo che una destinazione vera non ce l’ha.
Ma rimane lo stesso. Perchè alle stazioni sale e scende tanta gente interessante.
E non c’è di meglio da fare, di meglio dove andare. E poi in fondo le stazioni sono tutte uguali.
Che motivo c’è di scendere?
E poi parla con uno e parla con l’altro, magari ti scopri diverso, cambiato, pure informato…. Ti sembra di essere quasi..migliore.
E allora resti su.
E, intanto, passano le stazioni, tanti sono scesi alla loro fermata. Alcuni sono saliti. Ma la gente che sale ti sembra sempre meno interessante. Quelli che salivano una volta sì, che erano dei passeggeri interessanti!
E allora cominci a dire …alla prossima scendo.
E poi ancora, alla prossima scendo.
Ma… che scendo a fare?
Vediamo piuttosto dove porta sto treno.
Vediamo qual’è la sua destinazione finale.
Come faccio a parlare con il macchinista? Lui si potrebbe sapere dove sta andando il treno.
Ma non si può. Le carrozze non comunicano con la motrice.
E quell’interfono che annuncia solo la prossima stazione. Mai un capolinea. Oppure un marcia indietro. Non può.
Sempre sulle sue rotaie.

Dalle Ferrovie del Blog buon Viaggio.

Un Passeggero

I megastipendi della RAI

megastipendi RAI

W la Rai!…..Come era prevedibile, la pubblicazione dei megastipendi per manager, direttori e consulenti amici ha scatenato una ridda di polemiche e interpretazioni destinate probabilmente a toccare anche altre aziende dove la mano pubblica (alias, del potere politico) si fa sentire eccome. Ma che a stracciarsi le vesti siano il presidente del Pd o i parlamentari Dem della Commissione parlamentare di vigilanza sa letteralmente di presa per i fondelli. Come può Orfini dimenticare che i nuovi vertici sono stati scelti personalmente da Renzi e dal partito di maggioranza? Come può lo stesso premier far passare la velina che fa immaginare il rispetto del tetto dei 240mila euro massimi dopo che quel tetto è stato platealmente sfondato proprio dai suoi uomini in Rai, per di più facendo massiccio ricorso ad assunzioni esterne? Per un vero rilancio dell’informazione pubblica, è inutile scimmiottare la Rai se poi il potere politico continua a far prevalere le proprie sirene logiche (appartenenza e fedeltà) a quelle del mercato (merito e risultati). Però davvero il Pd ci risparmi la sceneggiata di sentirsi offeso è scandalizzato dopo aver occupato militarmente viale Mazzini e non solo. O, al limite, regali i diritti di questa fiction comica a Campo Dall’Orto. Può essergli utile per risollevare gli ascolti e i conti.

Domenico Corvino

Strage di Nizza: Cordoglio del M5S Mugello

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L’assemblea regionale in lutto per le vittime dell’attentato. Giani: “Uniti nell’orrore e vicini alle famiglie colpite”

Il Consiglio regionale è in lutto per le vittime di Nizza. Le bandiere di palazzo Panciatichi e palazzo Bastogi sono a mezz’asta. Il presidente dell’assemblea toscana esprime “Orrore per l’accaduto”. “Siamo vicini alle famiglie colpite, straziati per i bimbi uccisi, per gli inermi spazzati via dalla follia”, afferma Eugenio Giani. “Siamo determinati – continua il presidente – a rimanere uniti, a resistere e reagire a questo scempio. In difesa della vita e dei valori umani universali”.

Il gruppo 5 stelle di Scarperia e San Piero assieme agli altri gruppi M5S del Mugello esprime il suo dolore e condanna la strage avvenuta a Nizza proprio in occasione dei festeggiamenti del 14 luglio, Festa Nazionale in Francia ed esprime la sua vicinanza alle famiglie colpite dal lutto e a tutto il popolo francese già provato dal feroce attentato di Parigi.

#PrayForNizza

Fonte: OkMugello

L’opinione pubblica sull’immigrazione

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È da premettere che intervengo sull’argomento come membro dell’associazione che rappresenta l’insieme degli istituti nazionali Italiani che effettuano la raccolta dei dati demoscopici; ecco che i dati da me proposti sono da loro raccolti per tanto non si commetta l’errore di credere che questi, siano raccolti dal singolo istituto su commissione dell’uno e dell’altro partito.

Dall’analisi condotta emergono principalmente due risultati: il primo si sostanzia nel fatto che attualmente nel 2015 si è arrivati ha parlare di una nuova contrapposizione sociale quella fra persone che vivono nel sistema normativo ed individui che al contrario vivono nell’illegalità, quindi nel non rispetto delle regole.

I flussi di immigrati che arrivano nel nostro paese clandestinamente vengono visti come coloro che alimentano un sistema basato sull’illegalità.

In particolare l’opinione pubblica si interroga sul perché nel nostro paese si assista al crearsi due stati di diritto paradossalmente contrapposti: uno nel quale al cittadino per poter istaurare rapporti e compiere azioni vengono richiesti documenti, vedi carta di identità o patente di guida. Nell’altro all’opposto tutto ciò viene allentato e non si interviene affinché si introduca queste persone verso il sistema normativo piuttosto che lasciarle alla clandestinità. Questo è uno dei due risultati evinti dai dati raccolti.

Il secondo risultato si è elaborato mediante la proposta di un sondaggio; è da premettere che il medesimo è stato effettuato in una serie di città del nord che sia socialmente sia economicamente hanno un proprio peso e l’immigrazione è superiore al 10%; non necessariamente le città coinvolte sono amministrate da un governo leghista. Il sondaggio rivela due questioni: la prima può essere riassunta dicendo che il controllo del flusso migratorio è il problema maggiormente sentito tanto da superare quello relativo all’economia ed il lavoro. La seconda questione si concretizza evocando che il fenomeno dell’immigrazione è percepito dagli intervistati come un problema: sono state poste loro quattro scelte

Gli immigrati sono – un problema – un opportunità – sia un problema che un opportunità – ne un problema ne un opportunità; la maggioranza relativa ha risposto un “problema”.

Visti i dati elaborati abbiamo due pilastri da qui partire in primo luogo lo stato di diritto nel nostro paese attualmente è assente o meglio esiste solo formalmente, in secondo luogo rischiamo di avere una forte perdita di identità nonché culturale causata dal flusso immigratorio che si traduce anche in un invasione demografica la quale non viene gestita secondo le regole di uno stato di diritto.

Posso concludere dicendo che mi aspetto un cambiamento radicale relativo all’atteggiamento elettorale, ritengo di poter affermare che sul tema immigrazione andranno a basarsi i futuri equilibri politici continentali, potremmo assistere al crearsi di movimenti che attualmente vengono definiti populisti che legittimamente potranno andare al potere.

Alessandro Amadori

Fonte: Omnibus La7 del 28-08-2015

La nostra festa a 5 stelle

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Il Movimento 5 stelle Mugello informa che presso il Palazzetto di Dicomano ( via Ciro Fabbroni ) l’ 11-12-13 settembre si terrà una festa 5Stelle aperta a tutta la cittadinanza. Ci saranno stand informativi a cui parteciperanno vari  Comitati di Categoria, dibattiti con i nostri portavoce in Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni. Ristorante e musica per tutti ! Qui di seguito il programma dettagliato:
11 SETTEMBRE
dalle 17.30 – Argomenti trattati
– inceneritore di Selvapiana
– inceneritore di Case Passerini
– centrale a Biomasse di Petrona
– cava di Paterno
Intervengono portavoce M5S:
Cons. Regionale Giacomo Giannarelli
Cons. Regionale Andrea Quartini
Rappresentanti Comitati di Categoria:
Com.to No alla Centrale di Petrona Alessandro Marucelli
Gianni Frilli
Mamme No inceneritore
Rete Valdisieve Fernando Romussi
Com.to Ambientale Vaglia David Kessler
Com.to Carza Viva Franco Innocenti
Aggiornamenti sulla strategia DDL scuola
Intervengono Portavoce M5S:
Deputato Luigi Gallo
Senatrice Enza Blundo
Cons. Regionale Irene Galletti
12 SETTEMBRE
ore 17.30- Argomenti trattati:
– Presentazione del libro ” Imprenditori Suicidi”
di Samanta Di Persio
Temi correlati:
– microcredito
– reddito di cittadinanza
– TTIP e le sue ricadute sull’economia locale
  e sulla qualità dell’alimentazione
Intervengono portavoce M5S:
Senatrice Sara Paglini
Deputato Chiara Gagnarli
Senatrice Nunzia Catalfo
Cons. Regionale Gabriele Bianchi
Cons. Quirina Cantini
Consulenti del Lavoro:
Rag. Silvia Baldini
Rag. Commercialista Valerio Bencini
13 SETTEMBRE
dalle ore 17.30- Argomenti trattati:
– Presentazione del libro ” Setta di Stato “
di Francesco Pini e Duccio Tronci sul caso Forteto
– Commissione Regionale sul Forteto
Intervengono portavoce M5S:
Deputato Alfonso Bonafede
Deputato Emanuele Cozzolino
Senatrice Laura Bottici
Cons. Regionale Andrea Quartini
Marika Corso
A seguire:
– presentazione del libro di Paolo Buonarroti ” Identikit cancro “
” Tutte le possibile cause e le azioni strategiche  per prevenirlo e combatterlo”
– Stand  FIBROMIALGIA
 Cons. Quirina Cantini
– Stand COMITATO CONTRO LA CENTRALE A BIOMASSE DI PETRONA
– Stand M5S
 Moderatori delle serate Maurizio Gori e Adriana Rossi
  INOLTRE:
 CENA A BUFFET del Venerdì seguita dalla serata di musica con il Dj Sandro Vibot
 RISTORANTE- PIZZERIA del Sabato e Domenica con menù tradizionale e vegetariano seguita dalla serata di musica con il Dj Paolo Buonarroti.
altre fonti: