Liberismo Economico e Globalizzazione. Una riflessione

Leggendo tra i vari post stamattina emerge il sentimento comune di scivolamento verso una società dominata dal controllo delle multinazionali in tutti i settori: finanziario, bancario, sanitario, beni di largo consumo…
È vero tutto ciò ed è l’effetto del liberismo economico che ha causa ed effetto al tempo stesso nel processo di globalizzazione dell’economia.
Massificazione dei consumi e standardizzazione dei modelli sono realtà da un pezzo.
Non si tratta di un fenomeno recente: sono più di trent’anni che siamo sotto osservazione stretta da parte delle multinazionali e le scienze sociali dalla psicologia alla sociologia con l’aiuto della statistica si sono affannate a trovar loro strumenti di analisi sempre più sofisticati per facilitare il loro compito di addomesticarci ed il marketing ha fornito loro gli strumenti per farlo, dando alle aziende “consigli per essere orientati al mercato ed al consumatore” ma l’obiettivo non era quello di fare filantropia ma massimizzare il profitto, vendere di più, fidelizzare.
E così siamo stati tutti categorizzati, ogni dato è stato rilevato: consumi, stili di vita…chi non ha mai fatto parte di un’indagine di mercato rispondendo ad un questionario? Chi non possiede una carta fedeltà di un supermercato GDO o di una petrolifera e di recente anche delle farmacie? Ed avete mai pensato alla profilazione fatta attraverso la tessera sanitaria?

C’è chi propone di smettere di comprare dalla grande distribuzione, evitare supermercati e iper e rivolgersi ai negozianti di quartiere, meno prodotti lavorati, più materie prime, di aderire a Gruppi di acquisto solidale e prendere coscienza che siamo noi tutti che possiamo staccare la spina a questo sistema con le nostre azioni quotidiane ed informandoci ed informando chi ci è vicino ed invitarlo a fare lo stesso…..(cit. Barbara Sciannamea).

Io lo troverei “normale” e sarei d’accordo in linea di principio, anche se non è sempre praticabile.
Ci vogliono certe sensibilità, tanto tempo per trovare fornitori alternativi e, non ultimo, una disponibilità economica diversa.
La gente è disinformata, pigra e si accontenta della vita ” easy & cheap”.
È uno stile di vita quello proposto che va in direzione opposta al bombardamento mediatico che invece ci spinge all’imitazione di un’immagine stereotipata e performante che ci vuole belli, alla moda tutti in fila per l’ultimo modello di iPhone, tablet, o braccialetto con trollbreads e charms o scarpe sportive disegnate da un rappers a noi sconosciuto e di cui taccio la marca per coerenza, orientandoci verso il consumo compulsivo più facilmente manovrabile: si pensi alla profilazione delle carte fedeltà e a quanto siamo “osservati” attraverso i cookies durante le nostre scorribande in rete e aggiungo anche sui siti di informazione sempre più infarciti di messaggi promozionali incongruenti col titolo dell’articolo che ci interessa ( che ci fa la pubblicità dell’ultimo modello di BMW mentre leggo un articolo di Montanari sulla pericolosità dei vaccini?)

Un tempo le multinazionali operavano con gli strumenti tradizionali, le leve di marketing, con l’ausilio fornito dalle scienze sociali e la statistica che ci classificano rendendoci target.
Oggi, potenti come sono, hanno occupato il potere politico ed operano con una sfacciataggine inaudita attraverso una complicità prona di burattini piegati a 90° per un piatto di lenticchie che per essere sicuri di ottenere il loro compenso arrivano ad imporci con violenza e terrore ciò che le nostre coscienze stanno imparando a riconoscere come inutilità da lucro.

Sfuggire a queste logiche si può, ma il cambiamento dovrebbe essere radicale e soprattutto massivo e nascere dall’acquisizione della consapevolezza che il controllo del mercato lo possono fare le multinazionali tanto quanto i consumatori purché si faccia rete.
Cambiare prospettiva si può…..si deve.

Daniela Scoppa

Il Blog è un Treno

14581290_10210923354507942_4185001782134775062_n

Il blog è come un treno.
Un treno senza una destinazione finale e che nessuno sa bene da dove sia partito.
Alle stazioni c’è chi sale e chi scende.
In viaggio, tra una fermata e l’altra si parla. Del più e del meno.
E’ un treno dove sali senza biglietto.
Ma dove c’è la prima classe, la seconda classe e la terza classe.
C’è anche un macchinista. Ma come nei treni reali nessuno lo vede, nessuno ci parla.
Ogni tanto un annuncio dall’interfono.
Ogni tanto qualche passeggero si dimentica di quello che è e si mette a controllare i biglietti.
Si dimentica pure che su questo treno nessuno ha il biglietto. Perchè è gratuito.
Ma lui controlla lo stesso.
Solo per sentirsi più importante.
C’è pure chi non scende mai dal treno, pur intuendo che una destinazione vera non ce l’ha.
Ma rimane lo stesso. Perchè alle stazioni sale e scende tanta gente interessante.
E non c’è di meglio da fare, di meglio dove andare. E poi in fondo le stazioni sono tutte uguali.
Che motivo c’è di scendere?
E poi parla con uno e parla con l’altro, magari ti scopri diverso, cambiato, pure informato…. Ti sembra di essere quasi..migliore.
E allora resti su.
E, intanto, passano le stazioni, tanti sono scesi alla loro fermata. Alcuni sono saliti. Ma la gente che sale ti sembra sempre meno interessante. Quelli che salivano una volta sì, che erano dei passeggeri interessanti!
E allora cominci a dire …alla prossima scendo.
E poi ancora, alla prossima scendo.
Ma… che scendo a fare?
Vediamo piuttosto dove porta sto treno.
Vediamo qual’è la sua destinazione finale.
Come faccio a parlare con il macchinista? Lui si potrebbe sapere dove sta andando il treno.
Ma non si può. Le carrozze non comunicano con la motrice.
E quell’interfono che annuncia solo la prossima stazione. Mai un capolinea. Oppure un marcia indietro. Non può.
Sempre sulle sue rotaie.

Dalle Ferrovie del Blog buon Viaggio.

Un Passeggero

I megastipendi della RAI

megastipendi RAI

W la Rai!…..Come era prevedibile, la pubblicazione dei megastipendi per manager, direttori e consulenti amici ha scatenato una ridda di polemiche e interpretazioni destinate probabilmente a toccare anche altre aziende dove la mano pubblica (alias, del potere politico) si fa sentire eccome. Ma che a stracciarsi le vesti siano il presidente del Pd o i parlamentari Dem della Commissione parlamentare di vigilanza sa letteralmente di presa per i fondelli. Come può Orfini dimenticare che i nuovi vertici sono stati scelti personalmente da Renzi e dal partito di maggioranza? Come può lo stesso premier far passare la velina che fa immaginare il rispetto del tetto dei 240mila euro massimi dopo che quel tetto è stato platealmente sfondato proprio dai suoi uomini in Rai, per di più facendo massiccio ricorso ad assunzioni esterne? Per un vero rilancio dell’informazione pubblica, è inutile scimmiottare la Rai se poi il potere politico continua a far prevalere le proprie sirene logiche (appartenenza e fedeltà) a quelle del mercato (merito e risultati). Però davvero il Pd ci risparmi la sceneggiata di sentirsi offeso è scandalizzato dopo aver occupato militarmente viale Mazzini e non solo. O, al limite, regali i diritti di questa fiction comica a Campo Dall’Orto. Può essergli utile per risollevare gli ascolti e i conti.

Domenico Corvino

Strage di Nizza: Cordoglio del M5S Mugello

francia_lutto_bandieramovimento_5stelle

L’assemblea regionale in lutto per le vittime dell’attentato. Giani: “Uniti nell’orrore e vicini alle famiglie colpite”

Il Consiglio regionale è in lutto per le vittime di Nizza. Le bandiere di palazzo Panciatichi e palazzo Bastogi sono a mezz’asta. Il presidente dell’assemblea toscana esprime “Orrore per l’accaduto”. “Siamo vicini alle famiglie colpite, straziati per i bimbi uccisi, per gli inermi spazzati via dalla follia”, afferma Eugenio Giani. “Siamo determinati – continua il presidente – a rimanere uniti, a resistere e reagire a questo scempio. In difesa della vita e dei valori umani universali”.

Il gruppo 5 stelle di Scarperia e San Piero assieme agli altri gruppi M5S del Mugello esprime il suo dolore e condanna la strage avvenuta a Nizza proprio in occasione dei festeggiamenti del 14 luglio, Festa Nazionale in Francia ed esprime la sua vicinanza alle famiglie colpite dal lutto e a tutto il popolo francese già provato dal feroce attentato di Parigi.

#PrayForNizza

Fonte: OkMugello

L’opinione pubblica sull’immigrazione

SONDAGGIO immigrazione

È da premettere che intervengo sull’argomento come membro dell’associazione che rappresenta l’insieme degli istituti nazionali Italiani che effettuano la raccolta dei dati demoscopici; ecco che i dati da me proposti sono da loro raccolti per tanto non si commetta l’errore di credere che questi, siano raccolti dal singolo istituto su commissione dell’uno e dell’altro partito.

Dall’analisi condotta emergono principalmente due risultati: il primo si sostanzia nel fatto che attualmente nel 2015 si è arrivati ha parlare di una nuova contrapposizione sociale quella fra persone che vivono nel sistema normativo ed individui che al contrario vivono nell’illegalità, quindi nel non rispetto delle regole.

I flussi di immigrati che arrivano nel nostro paese clandestinamente vengono visti come coloro che alimentano un sistema basato sull’illegalità.

In particolare l’opinione pubblica si interroga sul perché nel nostro paese si assista al crearsi due stati di diritto paradossalmente contrapposti: uno nel quale al cittadino per poter istaurare rapporti e compiere azioni vengono richiesti documenti, vedi carta di identità o patente di guida. Nell’altro all’opposto tutto ciò viene allentato e non si interviene affinché si introduca queste persone verso il sistema normativo piuttosto che lasciarle alla clandestinità. Questo è uno dei due risultati evinti dai dati raccolti.

Il secondo risultato si è elaborato mediante la proposta di un sondaggio; è da premettere che il medesimo è stato effettuato in una serie di città del nord che sia socialmente sia economicamente hanno un proprio peso e l’immigrazione è superiore al 10%; non necessariamente le città coinvolte sono amministrate da un governo leghista. Il sondaggio rivela due questioni: la prima può essere riassunta dicendo che il controllo del flusso migratorio è il problema maggiormente sentito tanto da superare quello relativo all’economia ed il lavoro. La seconda questione si concretizza evocando che il fenomeno dell’immigrazione è percepito dagli intervistati come un problema: sono state poste loro quattro scelte

Gli immigrati sono – un problema – un opportunità – sia un problema che un opportunità – ne un problema ne un opportunità; la maggioranza relativa ha risposto un “problema”.

Visti i dati elaborati abbiamo due pilastri da qui partire in primo luogo lo stato di diritto nel nostro paese attualmente è assente o meglio esiste solo formalmente, in secondo luogo rischiamo di avere una forte perdita di identità nonché culturale causata dal flusso immigratorio che si traduce anche in un invasione demografica la quale non viene gestita secondo le regole di uno stato di diritto.

Posso concludere dicendo che mi aspetto un cambiamento radicale relativo all’atteggiamento elettorale, ritengo di poter affermare che sul tema immigrazione andranno a basarsi i futuri equilibri politici continentali, potremmo assistere al crearsi di movimenti che attualmente vengono definiti populisti che legittimamente potranno andare al potere.

Alessandro Amadori

Fonte: Omnibus La7 del 28-08-2015

La nostra festa a 5 stelle

banner festa 5 stelle
Il Movimento 5 stelle Mugello informa che presso il Palazzetto di Dicomano ( via Ciro Fabbroni ) l’ 11-12-13 settembre si terrà una festa 5Stelle aperta a tutta la cittadinanza. Ci saranno stand informativi a cui parteciperanno vari  Comitati di Categoria, dibattiti con i nostri portavoce in Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni. Ristorante e musica per tutti ! Qui di seguito il programma dettagliato:
11 SETTEMBRE
dalle 17.30 – Argomenti trattati
– inceneritore di Selvapiana
– inceneritore di Case Passerini
– centrale a Biomasse di Petrona
– cava di Paterno
Intervengono portavoce M5S:
Cons. Regionale Giacomo Giannarelli
Cons. Regionale Andrea Quartini
Rappresentanti Comitati di Categoria:
Com.to No alla Centrale di Petrona Alessandro Marucelli
Gianni Frilli
Mamme No inceneritore
Rete Valdisieve Fernando Romussi
Com.to Ambientale Vaglia David Kessler
Com.to Carza Viva Franco Innocenti
Aggiornamenti sulla strategia DDL scuola
Intervengono Portavoce M5S:
Deputato Luigi Gallo
Senatrice Enza Blundo
Cons. Regionale Irene Galletti
12 SETTEMBRE
ore 17.30- Argomenti trattati:
– Presentazione del libro ” Imprenditori Suicidi”
di Samanta Di Persio
Temi correlati:
– microcredito
– reddito di cittadinanza
– TTIP e le sue ricadute sull’economia locale
  e sulla qualità dell’alimentazione
Intervengono portavoce M5S:
Senatrice Sara Paglini
Deputato Chiara Gagnarli
Senatrice Nunzia Catalfo
Cons. Regionale Gabriele Bianchi
Cons. Quirina Cantini
Consulenti del Lavoro:
Rag. Silvia Baldini
Rag. Commercialista Valerio Bencini
13 SETTEMBRE
dalle ore 17.30- Argomenti trattati:
– Presentazione del libro ” Setta di Stato “
di Francesco Pini e Duccio Tronci sul caso Forteto
– Commissione Regionale sul Forteto
Intervengono portavoce M5S:
Deputato Alfonso Bonafede
Deputato Emanuele Cozzolino
Senatrice Laura Bottici
Cons. Regionale Andrea Quartini
Marika Corso
A seguire:
– presentazione del libro di Paolo Buonarroti ” Identikit cancro “
” Tutte le possibile cause e le azioni strategiche  per prevenirlo e combatterlo”
– Stand  FIBROMIALGIA
 Cons. Quirina Cantini
– Stand COMITATO CONTRO LA CENTRALE A BIOMASSE DI PETRONA
– Stand M5S
 Moderatori delle serate Maurizio Gori e Adriana Rossi
  INOLTRE:
 CENA A BUFFET del Venerdì seguita dalla serata di musica con il Dj Sandro Vibot
 RISTORANTE- PIZZERIA del Sabato e Domenica con menù tradizionale e vegetariano seguita dalla serata di musica con il Dj Paolo Buonarroti.
altre fonti:

Forteto: la scuola non è sorda né cieca

forteto

Pubblichiamo la lettera della nostra attivista Adriana Rossi che è stata indirizzata al quotidiano La Nazione sul caso Forteto.

Gentile Direttore,

ho letto su “La Nazione” di sabato 4 luglio 2015 un articolo a firma Nicola Di Renzone (p.17) dal quale si evince, sulla base della dichiarazione di un’insegnante delle scuole medie di Vicchio oggi in pensione, che il trasferimento di diversi alunni della comunità del “Forteto” dalle scuole di Dicomano a quelle di Vicchio (trasferimento imputabile alle coraggiose segnalazioni di un’insegnante di Dicomano) non sarebbe stato percepito come “un impatto improvviso e importante”, tale da far intuire la gravità delle problematiche connesse alla comunità sulla quale solo “voci di paese” avrebbero sollevato perplessità.

Se le cose stanno così, da insegnante quale sono devo ammettere la totale inefficienza delle istituzioni scolastiche: docenti che si ignorano, anziché incontrarsi e scambiarsi informazioni sugli allievi; dirigenti che, a distanza di pochi chilometri, a fronte di un “esodo” di ragazzi da un istituto ad un altro, non comunicano fra loro per comprendere le ragioni di tale scelta e far fronte ai relativi problemi…. Possibile che la scuola sia ridotta così? Allora ha avuto ragione il premier Renzi a far approvare una legge che rende la scuola una sorta di azienda, dove il dirigente-padrone dispone, oltre che dei suoi dipendenti, di ogni ambito dell’istituzione e ne risponde personalmente all’esterno: in tal caso sapremmo chi intervistare …

Per fortuna non è così: la scuola non è sorda né cieca, come risulta anche dalla mia esperienza.

Docente di materie letterarie e latino presso il liceo “Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo, ho avuto come alunni alcuni ragazzi del “Forteto” che venivano accolti al liceo con la motivazione ricorrente che l’ambiente tranquillo, ben diverso da quello di un istituto professionale, avrebbe favorito il loro inserimento e la loro crescita personale, indipendentemente dalle loro reali attitudini e capacità. Di fatto, diversi di loro dopo il primo anno mutarono indirizzo di studi, nonostante l’impegno e la benevolenza degli insegnanti. Che fossero studenti “normali”, come asserito dall’insegnante di Vicchio, è vero solo in parte: se per “normalità” intendiamo pulizia e decoro della persona e possesso degli strumenti necessari allo studio, i ragazzi del “Forteto” erano normalissimi. I colloqui con i genitori (o presunti tali) si svolgevano in un clima sereno e pacato, almeno per quanto mi riguarda. Ricordo però un caso che merita di essere raccontato.

Un ragazzo piuttosto dotato fu avviato con successo al percorso liceale: nelle aspettative del tutore avrebbe dovuto frequentare all’Università la facoltà di giurisprudenza e diventare avvocato.

Essendo la coordinatrice della classe in cui era inserito, all’inizio dell’anno scolastico ebbi un colloquio col genitore “adottivo”, il quale mi riferì la storia di una rete di pedofili che sarebbe stata smantellata grazie al contributo decisivo del ragazzo. Raccontò anche del coinvolgimento della madre, che avrebbe percepito compensi per gli abusi che il figlio aveva subito e che, tuttavia, aveva dato incarico ad un legale per ottenere la custodia del figlio minorenne, sottraendolo alla comunità a cui era stato assegnato. Di fronte al pericolo di un pronunciamento del tribunale a favore della madre, il genitore affidatario chiedeva, in modo piuttosto esplicito, di assegnare voti alti nelle varie discipline in modo da scoraggiare un allontanamento del ragazzo dall’ambiente in cui viveva. In altre parole, i successi nello studio e le vittorie nello sport ( il ragazzo faceva nuoto a livello agonistico) sarebbero stati percepiti come successi tangibili della comunità del “Forteto” e avrebbero influenzato positivamente i giudici.

Molto turbata dalla narrazione del percorso di vita del ragazzo (ricordo che non riuscivo a trattenere le lacrime in alcuni momenti del racconto), fui però molto perplessa di fronte alla richiesta conseguente di una media alta nelle varie discipline. Fu così che mi informai: internet fornisce preziose informazioni. Venne fuori quanto segue:

  1. laddove il genitore parlava di una rete di pedofili i documenti raccontavano la triste storia di un assistente sociale che aveva abusato di un bambino;
  2. laddove il tutore parlava di una madre consenziente e connivente, dai documenti emergeva soltanto una figura di donna fragile che non aveva saputo tutelare il figlio;
  3. laddove il tutore parlava di una madre intenzionata a sottrarre il figlio alla comunità, i documenti rivelavano reiterati tentativi della cooperativa per sottrarre il ragazzo ai colloqui, i quali, fra l’altro, si svolgevano alla presenza di una figura terza.

Infine, venni a conoscenza delle condanne già subite dai fondatori del “Forteto”: prima di tutto un patteggiamento per aver dichiarato di essere laureati in psicologia in Svizzera, circostanza del tutto falsa; poi la condanna del 1985 per abusi e maltrattamenti agli ospiti della comunità. Dulcis in fundo, risultava anche un risarcimento alla famiglia del ragazzo da parte della corte europea di Strasburgo proprio a causa dell’affidamento a quella struttura già oggetto di condanna.

Preso atto della situazione, informai il consiglio di classe di quanto avevo appurato e, nonostante l’opposizione di un collega che asseriva trattarsi di menzogne (a riprova di quanto l’argomento “Forteto” sia stato divisivo anche nel mondo delle scuole mugellane), mi feci garante dell’imparzialità del giudizio sul profitto del ragazzo. Parlai col genitore, contestai tutto quello che mi aveva detto, dissi anche che il ragazzo a mio avviso era sottoposto ad una pressione indebita che gli procurava ansia, perché si esigevano da lui risultati che avrebbero dovuto giovare alla struttura del “Forteto”. Il genitore negò tutte le contestazioni, dicendo che erano solo falsità.

Ricordo anche di aver parlato in privato col ragazzo e di avergli raccomandato di non farsi condizionare nelle sue scelte e di avere fiducia perché con la maggiore età, e mancava solo un anno per raggiungerla, poteva decidere della sua vita senza interferenze. Lui non disse nulla e mi parve anche infastidito dalla mia iniziativa.

Anni dopo, tornata a casa dal lavoro, accendo la televisione e col telecomando faccio un giro esplorativo dei vari canali: vedo il ragazzo, nel salotto della D’Urso, a raccontare la sua storia con dovizia di particolari, quelli che a me aveva negato per imbarazzo o paura, o tutt’e due le cose insieme.

Oggi la condanna in primo grado: che aggiungere? So che è stata creata una commissione presso la regione toscana per far luce sulle responsabilità dei rappresentanti delle istituzioni: mi auguro che svolga il proprio lavoro in totale autonomia e imparzialità di giudizio.

La scuola, nel caso che ho raccontato, ha fatto quello che poteva e di sicuro non è sorda, né cieca.

Adriana Rossi

Inoltre riproponiamo l’intervento sul forteto in parlamento del nostro portavoce Alfonso Bonafede.

Mugello 5 Stelle