Forteto: la scuola non è sorda né cieca

forteto

Pubblichiamo la lettera della nostra attivista Adriana Rossi che è stata indirizzata al quotidiano La Nazione sul caso Forteto.

Gentile Direttore,

ho letto su “La Nazione” di sabato 4 luglio 2015 un articolo a firma Nicola Di Renzone (p.17) dal quale si evince, sulla base della dichiarazione di un’insegnante delle scuole medie di Vicchio oggi in pensione, che il trasferimento di diversi alunni della comunità del “Forteto” dalle scuole di Dicomano a quelle di Vicchio (trasferimento imputabile alle coraggiose segnalazioni di un’insegnante di Dicomano) non sarebbe stato percepito come “un impatto improvviso e importante”, tale da far intuire la gravità delle problematiche connesse alla comunità sulla quale solo “voci di paese” avrebbero sollevato perplessità.

Se le cose stanno così, da insegnante quale sono devo ammettere la totale inefficienza delle istituzioni scolastiche: docenti che si ignorano, anziché incontrarsi e scambiarsi informazioni sugli allievi; dirigenti che, a distanza di pochi chilometri, a fronte di un “esodo” di ragazzi da un istituto ad un altro, non comunicano fra loro per comprendere le ragioni di tale scelta e far fronte ai relativi problemi…. Possibile che la scuola sia ridotta così? Allora ha avuto ragione il premier Renzi a far approvare una legge che rende la scuola una sorta di azienda, dove il dirigente-padrone dispone, oltre che dei suoi dipendenti, di ogni ambito dell’istituzione e ne risponde personalmente all’esterno: in tal caso sapremmo chi intervistare …

Per fortuna non è così: la scuola non è sorda né cieca, come risulta anche dalla mia esperienza.

Docente di materie letterarie e latino presso il liceo “Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo, ho avuto come alunni alcuni ragazzi del “Forteto” che venivano accolti al liceo con la motivazione ricorrente che l’ambiente tranquillo, ben diverso da quello di un istituto professionale, avrebbe favorito il loro inserimento e la loro crescita personale, indipendentemente dalle loro reali attitudini e capacità. Di fatto, diversi di loro dopo il primo anno mutarono indirizzo di studi, nonostante l’impegno e la benevolenza degli insegnanti. Che fossero studenti “normali”, come asserito dall’insegnante di Vicchio, è vero solo in parte: se per “normalità” intendiamo pulizia e decoro della persona e possesso degli strumenti necessari allo studio, i ragazzi del “Forteto” erano normalissimi. I colloqui con i genitori (o presunti tali) si svolgevano in un clima sereno e pacato, almeno per quanto mi riguarda. Ricordo però un caso che merita di essere raccontato.

Un ragazzo piuttosto dotato fu avviato con successo al percorso liceale: nelle aspettative del tutore avrebbe dovuto frequentare all’Università la facoltà di giurisprudenza e diventare avvocato.

Essendo la coordinatrice della classe in cui era inserito, all’inizio dell’anno scolastico ebbi un colloquio col genitore “adottivo”, il quale mi riferì la storia di una rete di pedofili che sarebbe stata smantellata grazie al contributo decisivo del ragazzo. Raccontò anche del coinvolgimento della madre, che avrebbe percepito compensi per gli abusi che il figlio aveva subito e che, tuttavia, aveva dato incarico ad un legale per ottenere la custodia del figlio minorenne, sottraendolo alla comunità a cui era stato assegnato. Di fronte al pericolo di un pronunciamento del tribunale a favore della madre, il genitore affidatario chiedeva, in modo piuttosto esplicito, di assegnare voti alti nelle varie discipline in modo da scoraggiare un allontanamento del ragazzo dall’ambiente in cui viveva. In altre parole, i successi nello studio e le vittorie nello sport ( il ragazzo faceva nuoto a livello agonistico) sarebbero stati percepiti come successi tangibili della comunità del “Forteto” e avrebbero influenzato positivamente i giudici.

Molto turbata dalla narrazione del percorso di vita del ragazzo (ricordo che non riuscivo a trattenere le lacrime in alcuni momenti del racconto), fui però molto perplessa di fronte alla richiesta conseguente di una media alta nelle varie discipline. Fu così che mi informai: internet fornisce preziose informazioni. Venne fuori quanto segue:

  1. laddove il genitore parlava di una rete di pedofili i documenti raccontavano la triste storia di un assistente sociale che aveva abusato di un bambino;
  2. laddove il tutore parlava di una madre consenziente e connivente, dai documenti emergeva soltanto una figura di donna fragile che non aveva saputo tutelare il figlio;
  3. laddove il tutore parlava di una madre intenzionata a sottrarre il figlio alla comunità, i documenti rivelavano reiterati tentativi della cooperativa per sottrarre il ragazzo ai colloqui, i quali, fra l’altro, si svolgevano alla presenza di una figura terza.

Infine, venni a conoscenza delle condanne già subite dai fondatori del “Forteto”: prima di tutto un patteggiamento per aver dichiarato di essere laureati in psicologia in Svizzera, circostanza del tutto falsa; poi la condanna del 1985 per abusi e maltrattamenti agli ospiti della comunità. Dulcis in fundo, risultava anche un risarcimento alla famiglia del ragazzo da parte della corte europea di Strasburgo proprio a causa dell’affidamento a quella struttura già oggetto di condanna.

Preso atto della situazione, informai il consiglio di classe di quanto avevo appurato e, nonostante l’opposizione di un collega che asseriva trattarsi di menzogne (a riprova di quanto l’argomento “Forteto” sia stato divisivo anche nel mondo delle scuole mugellane), mi feci garante dell’imparzialità del giudizio sul profitto del ragazzo. Parlai col genitore, contestai tutto quello che mi aveva detto, dissi anche che il ragazzo a mio avviso era sottoposto ad una pressione indebita che gli procurava ansia, perché si esigevano da lui risultati che avrebbero dovuto giovare alla struttura del “Forteto”. Il genitore negò tutte le contestazioni, dicendo che erano solo falsità.

Ricordo anche di aver parlato in privato col ragazzo e di avergli raccomandato di non farsi condizionare nelle sue scelte e di avere fiducia perché con la maggiore età, e mancava solo un anno per raggiungerla, poteva decidere della sua vita senza interferenze. Lui non disse nulla e mi parve anche infastidito dalla mia iniziativa.

Anni dopo, tornata a casa dal lavoro, accendo la televisione e col telecomando faccio un giro esplorativo dei vari canali: vedo il ragazzo, nel salotto della D’Urso, a raccontare la sua storia con dovizia di particolari, quelli che a me aveva negato per imbarazzo o paura, o tutt’e due le cose insieme.

Oggi la condanna in primo grado: che aggiungere? So che è stata creata una commissione presso la regione toscana per far luce sulle responsabilità dei rappresentanti delle istituzioni: mi auguro che svolga il proprio lavoro in totale autonomia e imparzialità di giudizio.

La scuola, nel caso che ho raccontato, ha fatto quello che poteva e di sicuro non è sorda, né cieca.

Adriana Rossi

Inoltre riproponiamo l’intervento sul forteto in parlamento del nostro portavoce Alfonso Bonafede.

Mugello 5 Stelle

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Immigrazione: la soluzione?

immigrazionePer farla breve, basterebbe non avere la mafia nelle istituzioni (vedi Mafia Capitale), o avere un governo serio.

Ma per non farla breve, ci sono varie considerazioni da fare.

Premetto che che il tema è assai complesso perché investe la politica estera internazionale ed europea, la politica interna, il sistema culturale e sociale di un paese.

Esiste un limite per legge di rifugiati (cioè le persone che hanno ottenuto asilo) che possono essere ospitati per comune, e la distribuzione di queste persone è gestita dal Ministero dell’Interno. Siccome abbiamo Alfano come ministro dell’Interno, la distribuzione dei rifugiati è inefficiente, ma in media nei comuni si è quasi raggiunto il limite legale. Questo sistema delle “quote” all’interno dell’Italia è stata attuata anche da Maroni quando era ministro.

Serve ridurre i tempi di riconoscimento dell’asilo politico, in modo che sipossa accogliere il rifugiato o espellere l’immigrato irregolare. Invece dei 2 mesi che normalmente servono per sbrigare le pratiche, le commissioni preposte impiegano anni, giusto giusto per fare in modo che qualcuno guadagni sull’accoglienza nel frattempo. Con maggiori risorse, le commissioni che fanno questo lavoro opererebbero più in fretta e probabilmente ci sarebbero meno immigrati.

Questi dettagli interni al nostro paese (che dovevano essere risolti qualche anno fa), ovviamente non basteranno per l’alto numero previsto di arrivi (non ci fidiamo molto dei numeri diffusi dai giornali). Per questo è necessario un aiuto da parte dell’europa per il discorso delle quote di rifugiati con conseguente superamento del regolamento di Dublino III. Il governo italiano è impegnato da una mozione del M5S votata dal parlamento che contiene anche questo punto. Ma siccome il nostro governo non è serio (in europa ci ride dietro pure il bidello) non siamo riusciti ad ottenere quel risultato.

Poi servirebbe una misura per aiutare gli italiani più in difficoltà, giusto giusto per evitare le tensioni sociali con i richiedenti asilo. Può essere il reddito di cittadinanza o semplicemente un intervento più ridotto per assicurare beni o servizi agli italiani che ne hanno più bisogno. Ma queste proposte (oltre ad altre che non ho menzionato) non verranno mai approvate, sapete perché?
Perché sull’immigrazione LA SINISTRA LUCRA, LA DESTRA SPECULA.

Tommaso Romagnoli

PS: So bene che l’Europa ha accettato la redistribuzione di 40’000 persone arrivate sulle coste nostre e greche, ma è una misura insufficiente a risolvere il problema (perfino il premier italiano lo ha ammesso) inutile festeggiare per un contentino una tantum.

Oggi in Consiglio Comunale a Borgo: interrogazione del M5S sull’ospedale

 

Borgo San Lorenzo, 22 ottobre 2014

 

All’Assessore alla Sanità del Comune di Borgo San Lorenzo

 

OGGETTO: Problematiche dell’Ospedale del Mugello

Interrogazione a risposta orale

 

Il sottoscritto consigliere comunale,

 

PREMESSO che:

  • Ormai dall’ottobre 2013, sull’onda delle notizie della stampa e dell’assemblea pubblica indetta dall’allora Sindaco Bettarini, sono emerse con urgenza le gravi problematiche attinenti sia alla stabilità dell’Ospedale del Mugello in condizioni statiche che alla sua rispondenza alle normative antisismiche esistenti al momento della sua costruzione, peraltro avvenuta in più fasi;
  • che nelle ultime settimane, anche sull’onda delle iniziative assunte dal Movimento 5 Stelle (ispezione con parlamentari presso il presidio ospedaliero, accesso agli atti, conferenze stampa) le forze politiche e sociali del territorio hanno concentrato la loro attenzione sul problema;
  • che il 7 ottobre il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una mozione (la “Naldoni” n. 917) con cui impegna fra l’altro la Giunta Regionale a monitorare l’evoluzione della vicenda relativa all’adeguamento antisismico e a stanziare nel prossimo bilancio 2015 i fondi necessari per la progettazione e la prima fase degli interventi;

CONSIDERATO che:

  • la mozione Naldoni costituisce un punto fermo del dibattito e fa piazza pulita di tutte le accuse di catastrofismo (Bettarini) e sciacallaggio politico (Omoboni in campagna elettorale) rivolte al Movimento 5 Stelle che da sempre si è impegnato sul tema;
  • al contempo inchioda Bettarini, la sua giunta e la sua maggioranza alle proprie responsabilità per avere colpevolmente bloccato la ricerca di soluzioni in attesa della fine della legislatura;
  • nella stessa mozione si fa riferimento a tempi di ritorno di un evento sismico di entità tale da mettere a rischio la vita umana (10 anni) di cui non si ha traccia nella relazione dei tecnici incaricati che invece parla, in relazione ai diversi blocchi, di “vite residue” comprese fra 1,6 e 7,7 anni, con l’unica eccezione del blocco C (ingresso e scale) per la quale la vita residua è stimata in 30,8 anni;
  • che la relazione tecnica è datata 31 luglio 2013 per cui una parte della “vita residua” dei diversi blocchi sarebbe già trascorsa;
  • la mozione è un atto di puro indirizzo politico, non è normativo né vincolante, tanto che ne sono state approvate ben 84 nel solo 2014;
  • come tutti gli atti politici può essere disconosciuto o cadere nel vuoto come ad esempio è avvenuto ad esempio in passato per gli impegni politici sull’elettrificazione della Faentina
  • la mozione lascia libera la giunta regionale di stabilire entità degli stanziamenti che potrebbero essere puramente simbolici
  • la prossima manovra di finanza statale taglierà fondi alle regioni per cui si porrà un problema di copertura che renderà viepiù difficile adempiere tale impegno;
  • che in definitiva la suddetta mozione ha principalmente lo scopo di distrarre l’attenzione della pubblica opinione dal tema, dando l’apparenza di una soluzione già trovata quando ancora mancano anche solo i presupposti per la soluzione della vicenda;

 

 

EVIDENZIATO che

  • la mozione è altresì contraddittoria in senso logico in quanto non ha senso impegnare la giunta regionale a stanziare contestualmente nello stesso bilancio fondi per il progetto e per la prima fase;
  • che appare infatti prematuro parlare di fasi in mancanza di progetto senza il quale non è possibile stabilire quale sia la prima fase, che tempi abbia, quanto costi;
  • in definitiva, in mancanza di un progetto, non ha significato procedere a stanziamenti per “prime fasi” che si tradurrebbero solo in residui passivi;
  • per di più nella stessa mozione si dice che la ASL aveva evidenziato la necessità di fare un confronto fra progetti diversi per cui occorre una fase preliminare di analisi e valutazione prima di decidere gli interventi;
  • la mozione dà per scontato che ci sia “ricostruzione” dell’ospedale quando la  stessa commissione tecnica incaricata della verifica del plesso ospedaliero prevedeva in primis altre ipotesi di recupero e solo in ultimo la ricostruzione;
  • è comunque assolutamente prematuro parlare di ricostruzione in mancanza di un progetto che individui il sito del nuovo complesso ospedaliero;
  • nell’ipotesi di ricostruzione nello stesso sito è necessario ipotizzare il preliminare abbattimento totale o parziale del complesso esistente con ovvi problemi di salvaguardia dei servizi sanitari per un’area di estensione paragonabile ad una provincia, con oltre 100.000 fra abitanti e turisti e la presenza di un autodromo internazionale;
  • nell’ipotesi di ricostruzione in altro sito è necessario risolvere preliminarmente problemi urbanistici che ne individuino l’ubicazione e le vie di collegamento, assolutamente mancanti nel RUC recentemente approvato

CHIEDE

Che l’Assessore Bonanni riferisca in Consiglio Comunale sui seguenti punti:

  • Quale sia l’opinione della Giunta attuale sul comportamento evidentemente dilatorio e superficiale posto in essere dalla precedente Giunta Bettarini che ha così aggravato il rischio per la popolazione;
  • sulla base di quali elementi l’assessore Bonanni abbia sposato in pieno, anche in uscite pubbliche sulla stampa, la tesi della necessità della ricostruzione dell’ospedale fino ad ora non suffragata in via definitiva da nessun elaborato tecnico;
  • quali siano, in caso di abbattimento e ricostruzione in situ,  le misure adottate dalla Giunta per assicurare  la salvaguardia dei servizi sanitari per la popolazione;
  • quali siano, in caso di ricostruzione in sito diverso, le misure adottate od in corso di adozione per prevedere, all’interno del RUC, le soluzioni urbanistiche che prevedano la costruzione del nuovo ospedale;
  • se la Giunta ritiene di dare luogo a campagne informative della popolazione sul tema cruciale dell’ospedale e, se sì, con quali strumenti.

Matteo Gozzi

Interrogazione del Movimento 5 Stelle sulla vicenda di Vivilosport

Borgo San Lorenzo, 1 settembre 2014

 

Al Sindaco del Comune di Borgo San Lorenzo

 

OGGETTO: Liquidazione Vivi Lo Sport Srl

Interrogazione a risposta orale e scritta

 

Il sottoscritto consigliere comunale,

 

PREMESSO

Che:

  1. la società VIVI LO SPORT è stata costituita nel 2002 fra il COMUNE DI BORGO SAN LORENZO e la UISP allo scopo di gestire l’impianto sportivo costituito dalle piscine di BSL;
  2. il capitale sociale iniziale era di € 51.645,69 sottoscritto per il 51% dal COMUNE DI BORGO SAN LORENZO e per il 49% dalla UISP;
  3. VIVI LO SPORT ha subito nel tempo elevate perdite di esercizio tali da ridurre il patrimonio netto a soli € 11.838 alla fine del 2013;
  4. secondo quanto riportato dagli organi di informazione, nello scorso mese di luglio il CdA di VIVI LO SPORT ha accertato una ulteriore perdita di circa € 34.000, tale da determinare un patrimonio netto negativo di circa € 23.000;
  5. conseguentemente le perdite d’esercizio cumulate di VIVI LO SPORT sono stimabili in circa € 75.000;
  6. tali perdite, a differenza di quanto affermato dalla maggioranza, non sono state sostenute soltanto nel  periodo 2012-2013 ma erano state conseguite in parte anche prima del 2012 come dimostra la lettura dei bilanci;
  7. non è mai stata deliberata la ricapitalizzazione della società a fronte delle perdite;
  8. il COMUNE DI BORGO SAN LORENZO e la UISP hanno deliberato la liquidazione della società e la nomina del Dottor Giovanni Incagli in qualità di liquidatore;
  9. tale nomina è stata espressamente effettuata, come riportato dalla stampa, al fine di evitare una nomina d’ufficio da parte del Tribunale di Firenze che avrebbe portato inevitabilmente al fallimento di VIVI LO SPORT;
  10. contestualmente la gestione delle piscine è stata assegnata alla UISP fino al 31/12/2014 nell’attesa di una gara d’appalto per la gestione del servizio da svolgersi entro tale data;

 

CONSIDERATO

Che:

  1. con l’avvio della liquidazione è necessario eliminare dall’attivo gli oneri pluriennali non ancora ammortizzati (Principio di contabilità OIC-5 giugno 2008) poiché “l’iscrizione all’attivo del bilancio d’esercizio  di questi costi pluriennali presuppone l’ordinario funzionamento della società, almeno fino a che essi non saranno ammortizzati per intero; dal momento che con lo scioglimento della società queste condizioni non sussistono, tali costi saranno eliminati, perchè non corrispondono ad attività “monetizzabili” ai fini della liquidazione”.
  2. il bilancio d’esercizio 2013 l’attivo di VIVI LO SPORT era prevalentemente costituito da immobilizzazioni immateriali rappresentate da costi pluriennali per opere compiute su beni di terzi, segnatamente dagli oneri sostenuti per la ristrutturazione delle piscine di proprietà del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO;
  3. in sede di liquidazione tali “attività intangibili” devono essere correttamente espunte dal bilancio di liquidazione in quanto non suscettibili di cessione a terzi e quindi prive di valore di realizzo;
  4. conseguentemente il patrimonio netto, dedotte le attività intangibili al netto dei relativi fondi di ammortamento, risultava essere negativo, al 31/12/2013, per € 364.511;
  5. in forza delle perdite sopravvenute fino a luglio 2014, è stimabile che il patrimonio netto, dedotte le attività intangibili, sia negativo per circa € 400.000;
  6. di conseguenza la società VIVI LO SPORT  versa in una palese condizione di insolvenza ed è possibile che, in mancanza di un intervento dei soci e segnatamente del Comune di Borgo San Lorenzo, la liquidazione preluda ad una procedura concorsuale:

 

CONSIDERATO

Altresì che:

  1. fra le passività esiste un debito bancario per scoperto di conto corrente garantito dal COMUNE DI BORGO SAN LORENZO con fideiussione per 15 anni, con impegno informale di pari durata dell’istituto bancario;
  2. che al 31/12/2013 il debito era di € 377.320 con garanzia fidejussioria del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO fino a € 380.000;
  3. appare comunque incongruo avere attivato uno scoperto di conto corrente in luogo di un mutuo per il finanziamento di lavori di ristrutturazione ad utilità pluriennale, vuoi per i maggiori oneri solitamente connessi a questa forma di finanziamento rispetto al mutuo e vuoi per la possibilità che questo strumento offre di finanziare non soltanto gli interventi di ristrutturazione ma anche gli oneri correnti, per i quali continua a valere la garanzia del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO che  in tal modo si assume in proprio le eventuali perdite evitando qualsiasi impegno da parte della UISP;
  4. giuridicamente il credito dell’istituto bancario per scoperto di conto corrente è un credito esigibile a vista o comunque con limitato preavviso, per cui è possibile che la banca creditrice possa chiedere il rientro della linea di credito a nulla valendo l’impegno informale assunto;
  5. nessuna informazione è stata fornita a mezzo stampa riguardo all’entità del debito garantito dal COMUNE DI BORGO SAN LORENZO all’atto della liquidazione;
  6. salvo che non sia già avvenuto prima della messa in liquidazione della società, nelle more della liquidazione sussiste il concreto rischio che la linea di credito possa essere utilizzata per il pagamento degli altri debiti della VIVI LO SPORT, pari a circa € 118.000 al 31/12/2013 ma presumibilmente aumentati in virtù dell’ulteriore perdita maturata fino all’atto della liquidazione, in tal modo di fatto evitando l’insolvenza della società e sollevando la UISP dalla compartecipazione alle perdite;

 

EVIDENZIATO

Che:

  1. come rilevabile anche dalle dichiarazioni  stampa del Sindaco Omoboni riguardo ai risparmi che la procedura di liquidazione avrebbe comportato, da lui stimati in € 40.000.=,  le perdite sono state determinate prevalentemente dagli oneri per compensi agli amministratori, pari nel bilancio 2013 a circa 23.500 euro comprensivi di oneri sociali, all’incirca pari alla perdita realizzata ed evidentemente incongrui rispetto al volume d’affari della società, inferiore a € 400.000;
  2. detto fatto comporta la responsabilità politica delle amministrazioni comunali che hanno deliberato, nella loro qualità di soci di maggioranza, tali compensi spropositati e comunque incompatibili con i principi di una sana e prudente gestione societaria;
  3. la gestione pluridecennale della società presenta inoltre zone d’ombra di notevole importanza relative alla presenza di cospicue operazione compiute fra soggetti in conflitto di interessi, tecnicamente definiti “parti correlate”, e segnatamente  fra la VIVI LO SPORT e la UISP;
  4. il conflitto di interessi consiste nel fatto che quest’ultima si è configurata ad un tempo come socio della VIVI LO SPORT e come acquirente da quest’ultima di spazi giornalieri ed orari di disponibilità delle piscine gestiti in proprio;
  5. solo nell’ultimo esercizio tali operazioni hanno avuto un importo di € 103.747 Pari al 26,01% del fatturato di VIVI LO SPORT per cui si tratta senza dubbio di fatti di rilevante entità ai fini della redditività della società partecipata dal COMUNE DI BORGO SAN LORENZO;
  6. è presumibile che la UISP abbia utilizzato tali concessioni allo scopo di conseguire per proprio conto utili che altrimenti sarebbero stati di competenza di VIVI LO SPORT con ciò aggravando il dissesto societario;
  7. non è all’apparenza comprensibile il motivo per cui gli amministratori della VIVI LO SPORT abbiano avviato e successivamente continuato tale prassi in quanto la gestione dell’attività natatoria, lungi dall’essere un’attività collaterale, era indiscutibilmente parte essenziale dell’oggetto sociale della società amministrata;
  8. VIVI LO SPORT risulta in ogni caso priva di qualsiasi policy per la gestione delle operazioni con soggetti in conflitto di interesse;
  9. conseguentemente è da imputarsi agli amministratori che hanno attuato tali operazioni una responsabilità verso la società amministrata, i soci ed i creditori per le perdite sostenute;
  10. in capo agli amministratori sussiste anche la responsabilità per non avere adeguatamente vigilato sul regolare adempimento delle obbligazioni assunte dalla UISP verso VIVI LO SPORT e segnatamente sui ripetuti e prolungati ritardi di pagamento delle fatture, circostanza ampiamente documentata anche da ex presidenti della società e dagli stessi considerata come concausa del dissesto societario;
  11. a maggior ragione tale inadempimento è rilevante dato che, con riferimento al 31/12/2013, il credito di Vivi Lo Sport verso la UISP e società da questa controllate ammontava a € 60.223, pari a circa il 51% dei crediti totali della società;
  12. appare evidente un quadro complessivo di malagestione della società da parte degli amministratori con evidente spregio e pregiudizio del patrimonio pubblico,

 

CHIEDE

 

che il Sindaco:

  1. A) riferisca in Consiglio Comunale sui punti seguenti:
  1. a quanto ammonta il debito complessivo della società Vivi Lo Sport con riferimento alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione e, distintamente, alla data odierna;
  2. l’elenco dei soggetti nei cui confronti tali debiti sussistono ed il rispettivo ammontare con riferimento alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione e, distintamente, alla data odierna;
  3. l’importo del debito verso istituto bancario garantito tramite fidejussione dal COMUNE DI BORGO SAN LORENZO con riferimento alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione e, distintamente, alla data odierna;
  4. l’entità dell’impegno fidejussorio del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO a favore di VIVI LO SPORT con riferimento alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione e, distintamente, alla data odierna ;
  5. le cautele poste in essere dalla vecchia e dalla nuova Amministrazione del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO per evitare che tale linea di credito venisse utilizzata, nel periodo in cui si è avuta consapevolezza della irreversibilità della crisi della società vale a dire successivamente al 31/12/2013 e fino alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione, per provvedere al saldo di debiti non garantiti corrispondenti a perdite di esercizio alla cui copertura avrebbe dovuto partecipare anche il socio UISP;
  6. analogamente, le cautele poste in essere dall’attuale Amministrazione del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO per evitare che tale linea di credito venga utilizzata, successivamente alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione, per provvedere al saldo di debiti non garantiti corrispondenti a perdite di esercizio alla cui copertura dovrebbe partecipare anche il socio UISP;
  7. se l’istituto bancario creditore ha già avanzato al COMUNE DI BORGO SAN LORENZO richiesta di rientro dallo scoperto di conto corrente;
  8. in ogni caso, qual è la soluzione ipotizzata dall’Amministrazione Comunale per la copertura del debito garantito;
  9. l’importo del credito di VIVI LO SPORT verso la UISP, con riferimento alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione e, distintamente, alla data odierna, la scadenza del debito e le azioni cautelari ed esecutive poste in essere al fine di garantire il credito societario eventualmente già scaduto;
  10. il motivo per cui il l’Amministrazione del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO ritiene opportuno evitare il ricorso alla procedura concorsuale che avrebbe il vantaggio di evitare possibili incrementi dell’impegno finanziario del Comune verso VIVI LO SPORT e di favorire, attraverso l’intervento giudiziario, l’accertamento di eventuali irregolarità nella gestione di un patrimonio pubblico e di eventuali profili di responsabilità, senza con ciò influire sulla disponibilità delle piscine dato che le stesse sono di proprietà del Comune e non della società in dissesto;
  11. se, al di fuori della procedura concorsuale, è intenzione dell’Amministrazione del COMUNE DI BORGO SAN LORENZO attivare, in qualità di socio di maggioranza, l’azione di responsabilità verso gli amministratori ex artt. 2393 ss. Codice Civile a tutela dei propri interessi pregiudicati dalla malagestione degli stessi;
  12. se  l’Amministrazione Comunale attuale intende esprimere una censura sulle scelte compiute da quella precedente riguardo alla scelta degli amministratori di VIVI LO SPORT ed alla determinazione dei compensi;
  13. se l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE non ritenga opportuno escludere la UISP dalla futura gara d’appalto per la gestione delle piscine, dato che alla stessa  erano affidate le funzioni di socio operativo e le cui pessime performance nonché violazioni dei principi di buona fede insiti nei patti societari sono state causa determinante del fallimento del progetto VIVI LO SPORT;
  14. se l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE intende valutare, in alternativa alla gara d’appalto, la possibilità di riprendere in mano la gestione del centro piscine con una nuova società a partecipazione totalitaria del Comune e con l’amministrazione affidata ad elementi di indubbia fedeltà e competenza, in specie il neo direttore finanziario del Comune.

 

  1. B) che presenti una relazione scritta che ,con riferimento alla data della delibera assembleare di messa in liquidazione e, distintamente alla data odierna, comprenda la situazione patrimoniale di Vivi Lo Sport nonché le informazioni dettagliate di cui ai precedenti punti sub. A) 1-3-4-9.

 

Matteo Gozzi