Proposta di fusione Borgo San Lorenzo – Vicchio

L’improvvisa ed imprevista presa di posizione di Borgo Migliore per la creazione di un Comune Unico del Mugello apre un dibattito su un tema che può avere effetti importanti su tutto il Mugello.

Come forse si ricorderà, la proposta creazione di un Comune Unico del Mugello è stata il caposaldo del programma elettorale del Movimento 5 Stelle alle scorse elezioni amministrative sia a Borgo San Lorenzo che a Scarperia-San Piero e a Dicomano, unica forza politica fra tutte le liste dell’area a sostenere un’ipotesi che aveva subito raccolto il plauso delle forze economiche del territorio ma che era stata accolta con sussiego e supponenza da tutti gli altri schieramenti, non ultimo quello del Sindaco Omoboni che in effetti pare essere stato forse colto di sorpresa da una proposta così dirompente.

L’analisi che era alla base della nostra proposta era fondata su ampie considerazioni di carattere strutturale, legate alla dimensione ormai insufficiente dei comuni ai fini di un’efficace azione di programmazione e gestione del territorio ed alla scarsità delle risorse umane e finanziarie disponibili, e congiunturale, connesse all’opportunità di beneficiare dei contributi (750.000 euro per 10 anni, sblocco del patto di stabilità) previsti per i comuni risultanti dalla fusione prima che una norma di legge rendesse il processo obbligatorio e non volontario eliminando i benefici. Il tutto nel quadro di una critica di fondo all’Unione dei Comuni come strumento inefficace, inefficiente e non democratico per la gestione di tali problematiche come dimostrato anche dal recente palleggio di responsabilità sulla scarsa qualità della mensa scolastica.

Tutti questi temi sembrano riecheggiare nell’annuncio di Marco Lepri, che pare avere letto il nostro programma, molto meno nella cauta dichiarazione di Omoboni che invece all’esperienza dell’Unione è molto più legato e deve inoltre convivere con un PD che non mancherà di dire la sua sull’argomento. Infatti,  come spesso accade quando si vanno a ipotizzare interventi su consolidati assetti di potere, la proposta prende subito una piega più attendista: fare un’unione amministrativa con il Comune di Vicchio come base per successive unioni.

Al di là della sorpresa con cui il Sindaco Izzo ha replicato alla dichiarazione (“non ne ho mai sentito parlare”), è evidente a tutti che il primo ostacolo che Lepri ed eventualmente Omoboni dovranno superare sarà la presa di posizione del PD che in Mugello controlla larga parte delle giunte e dei consigli e che fino ad oggi ha dimostrato di intendere l’esperienza politica del “Nuovo Inizio” borghigiano come un accidente della storia da neutralizzare con la creazione di un robusto cordone sanitario che ha escluso (fatto senza precedenti)  il sindaco del Comune capoluogo da tutti i posti di rilievo degli enti di secondo livello (Città Metropolitana, Presidenza Unione dei Comuni e Società della Salute). Al contempo lo stesso partito di maggioranza appare diviso fra i fautori di una tradizione di potere che ormai appare poco al passo dei tempi di crisi che stiamo attraversando ed un’ala più aperta e possibilista: probabile che l’iniziativa possa favorire un definitivo chiarimento all’interno del PD, specie a Borgo dove il congresso è in stand by da oltre un mese.

Altro aspetto politico che ci sembra rilevante è legato alla dinamica dei rapporti fra Borgo Migliore e PD all’interno della Giunta di Borgo San Lorenzo.

Non ci stupiremmo se la proposta avanzata da Lepri fosse un tentativo di dare una scossa ad un’amministrazione che ad oggi si è dimostrata largamente al di sotto delle attese, non solo perché vincolata al rispetto dei vincoli e limiti imposti dal PD in difesa di interessi concreti e scelte del passato ma anche perché affetta da limiti di capacità amministrativa che hanno attraversato trasversalmente tutti gli assessorati. Lunga è la lista delle delusioni: dalla passività dimostrata nei confronti degli enti sovraordinati (Regione per vendita ERP, Provincia per gara dei trasporti pubblici locali) e delle scelte delle passate amministrazioni (bilancio 2013, lasciato in sospeso da Bettarini), all’incapacità di andare oltre frasi di circostanza nella gestione dei rapporti con le utility, al bilancio 2014 caratterizzato da aumenti generalizzati delle tariffe e tasse locali (IMU, Tares, Irpef) e dall’approvazione di una TASI con elementi di regressività rispetto alla IMU prima casa, alla mancanza di qualsiasi iniziativa finalizzata al rilancio economico fino allo spettacolo poco edificante della vicenda di Vivilosport dove, al netto della levità con cui il Sindaco rivendica la bontà delle proprie scelte sia quando liquida la società che quando la rimette in bonis, c’è voluto un intervento deciso e puntuale da parte nostra per indicare la giusta strada per la gestione del tanto denaro pubblico in gioco. Senza contare la vicenda dell’ospedale in cui l’Amministrazione è stata costretta ad arrivare dopo due mesi alle nostre posizioni e  l’assoluta assenza di contributo da parte della maggior parte degli assessori per i quali si fa fatica a citare non diciamo un provvedimento o una proposta ma financo un intervento pubblico o una dichiarazione in Consiglio.

E’ quindi possibile che l’intervento di Lepri sia volto solo a distogliere l’attenzione da un bilancio dei primi sei mesi assai poco esaltante. Laddove non fosse così, non mancherà il nostro contributo ad un dibattito importante rispetto al quale poniamo subito alcuni quesiti:

  1. Se San Piero propose l’unione a Scarperia, perché adesso è Borgo che la propone a Vicchio? Borgo, come San Piero ai tempi, ha problemi di bilancio? Le nostre analisi nei mesi passati avevano largamente dimostrato lo stress del bilancio comunale infarcito di residui attivi poco liquidi, non vorremmo che la realtà fosse ancora peggiore e che i primi nodi fossero pronti per venire al pettine;
  2. la proposta di Lepri va verso una fusione vera o propria o qualcosa di diverso (unione amministrativa)? Nel secondo caso saremmo largamente a sfavore dato che ciò vorrebbe dire soltanto appesantire ulteriormente le strutture di gestione del territorio con duplicazione di costi, inefficienze e sprechi;
  3. perché questa gradualità? L’esperienza di Scarperia e San Piero dimostra che dove c’è la volontà politica le cose si possono fare velocemente e d’altro canto procedere con una serie di fusioni due a due porta a tempi lunghi e gestioni commissariali che (l’autorizzazione all’impianto biomasse di Petrona insegna) incidono negativamente su trasparenza e controllabilità delle decisioni.

Il Movimento 5 Stelle del Mugello sta attraversando una fase di riorganizzazione che comunque non pregiudicherà la permanenza di una sua rappresentanza politica ed istituzionale sul territorio. In questi anni abbiamo dimostrato la nostra capacità di fare politica sulle cose concrete e la vocazione ad agire nell’interesse della collettività. Anche su questi temi garantiamo il nostro impegno ad essere latori di proposte che siano nell’interesse generale del territorio.

 

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