Ospedale del Mugello: la soluzione è ancora lontana.

La vicenda dell’Ospedale del Mugello ha avuto nelle ultime settimane una forte accelerazione dovuta soprattutto alle iniziative del Movimento 5 Stelle: diffusione delle foto che testimoniano le carenze strutturali e le crepe dell’edificio, conferenza stampa del parlamentare Massimo Artini e di Matteo Gozzi, successiva ispezione ufficiale dei parlamentari 5 Stelle della commissione Sanità della Camera e richiesta di accesso alla famosa relazione della “Valutazione Meucci” sull’integrità statica e sulla vulnerabilità sismica del presidio. Tutto questo in attesa ovviamente dei prossimi passi.

Nel frattempo la maggioranza che sostiene la Giunta Omoboni si è limitata ad un incontro del tutto interlocutorio con la ASL 10, mentre il Consiglio Regionale ha approvato il 7 ottobre una mozione presentata dal Consigliere PD Naldoni che è stata spacciata mediaticamente come la soluzione al problema.

Questa mozione è rilevante soprattutto per un aspetto politico: essa costituisce infatti un punto fermo  del dibattito e fa piazza pulita di tutte le accuse di catastrofismo (Bettarini) e sciacallaggio politico rivolte al Movimento 5 Stelle che da sempre si è impegnato sul tema. Al contempo inchioda Bettarini, la sua giunta e la sua maggioranza alle proprie responsabilità per avere colpevolmente bloccato, per motivi elettorali e di opportunità personale, la ricerca di soluzioni in attesa della fine della legislatura: sarebbe interessante chiedere alla Giunta attuale quale sia il suo giudizio su un atteggiamento così superficiale e che ha messo a rischio la sicurezza dei cittadini.

Da un punto di vista concreto, invece, presentare questa mozione come la “soluzione già trovata al problema” è, come spesso accade, una mistificazione del PD per alleggerire la pressione sul tema e cercare di arrivare in qualche modo alle prossime elezioni. Infatti la mozione è un atto di indirizzo politico privo di valore normativo e, come tutti gli atti politici, può essere disconosciuto o cadere nel vuoto come ad esempio è avvenuto ad esempio in passato per gli impegni politici sull’elettrificazione della Faentina. Inoltre la mozione lascia libera la giunta regionale di stabilire l’entità degli stanziamenti che potrebbero essere puramente simbolici senza considerare che la prossima manovra di finanza statale taglierà fondi alle regioni per cui si porrà un problema di copertura che renderà più difficile adempiere tale impegno. In definitiva la suddetta mozione ha principalmente lo scopo di distrarre l’attenzione della pubblica opinione dal tema, dando l’apparenza di una soluzione già trovata quando ancora mancano anche solo i presupposti per la soluzione della vicenda.

La mozione è altresì contraddittoria in senso logico in quanto non ha senso impegnare la giunta regionale a stanziare contestualmente nello stesso bilancio fondi per il progetto e per la prima fase: in mancanza di un progetto non è possibile stabilire  quale sia la prima fase, che tempi abbia, quanto costi, per cui in definitiva, in mancanza di un progetto, non ha significato procedere a stanziamenti per “prime fasi” che si tradurrebbero solo in residui passivi del bilancio regionale.

 

Per di più nella stessa mozione si dice che la ASL aveva evidenziato la necessità di fare un confronto fra progetti diversi per cui occorre una fase preliminare di analisi e valutazione prima di decidere gli interventi. La mozione invece dà per scontato che ci sia la “ricostruzione” dell’ospedale quando la  stessa commissione tecnica incaricata della verifica del plesso ospedaliero prevedeva in primis altre ipotesi il recupero e solo in ultima analisi la ricostruzione.

 

Quello della ricostruzione è il punto più preoccupante in quanto è assolutamente prematuro parlare di ricostruzione in mancanza di un progetto che individui il sito del nuovo complesso ospedaliero. Nell’ipotesi di ricostruzione nello stesso sito è necessario ipotizzare il preliminare abbattimento totale o parziale del complesso esistente con ovvi problemi di salvaguardia dei servizi sanitari per un’area di estensione paragonabile ad una provincia, con oltre 100.000 fra abitanti e turisti e la presenza di un autodromo internazionale. Nell’ipotesi di ricostruzione in altro sito è necessario risolvere preliminarmente problemi urbanistici che ne individuino l’ubicazione e le vie di collegamento, assolutamente mancanti nel RUC recentemente approvato.

 

In definitiva il problema della sicurezza antisismica e dell’adeguamento statico dell’Ospedale del Mugello è ancora in alto mare. I problemi sono molti e complessi ed è necessaria un’attenzione costante delle forze politiche, sociali e dei comitati del territorio, in primis le Amministrazioni Comunali. Ad oggi quella di Borgo appare abbastanza impreparata ed inconsapevole. Il Movimento 5 Stelle, con un’interrogazione all’Assessore Bonanni, ha provato a smuoverla e ad indirizzarla sulla giusta via.

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